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Ricordo di Gianni Mattana a tre anni dalla scomparsa.

25 Giugno 2008

 

 

 

IN MORTE DEL FRATELLO GIOVANNI

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de’ tuoi gentil anni caduto.

La Madre or sol suo dì tardo traendo
parla di me col tuo cenere muto,
ma io deluse a voi le palme tendo
e sol da lunge i miei tetti saluto.

Sento gli avversi numi, e le secrete
cure che al viver tuo furon tempesta,
e prego anch’io nel tuo porto quiete.

Questo di tanta speme oggi mi resta!
Straniere genti, almen le ossa rendete
allora al petto della madre mesta.

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 Dopo aver traversato terre e mari,
eccomi, con queste povere offerte agli dei sotterranei,
estremo dono di morte per te, fratello,
a dire vane parole alle tue ceneri mute,
perché te, proprio te, la sorte m’ha portato via,
infelice fratello, strappato a me così crudelmente.
Ma ora, così come sono, accetta queste offerte
bagnate di molto pianto fraterno:
le porto seguendo l’antica usanza degli avi,
come dolente dono agli dei sotterranei.
E ti saluto per sempre, fratello, addio!

 

 

  1. 26 Giugno 2008 a 11:44 | #1

    Ciao Mauri, che bella frase molto toccante!!!

    come và per il resto, tutto bene?

    un abbraccio a presto…

  2. 27 Giugno 2008 a 13:12 | #2

    ciao Pali, come stai? Ti ringrazio per quella citazione, molto bella.

    io sto bene, ci abbiamo messo un po a riorganizzarci ma adesso fila tutto liscio. va tutto bene. un bacio grande!!

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