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La Storia siamo noi – La ferrovia a scartamento ridotto.

4 Giugno 2009

 

 

 

Con la legge 3011 del 22 marzo 1885  il Parlamento dava facoltà al Governo di fare delle concessioni di strade ferrate secondarie in Sardegna, a spese,rischio e pericolo del concessionario.
Tra queste era indicata anche la linea ferroviaria a scartamento ridotto Cagliari – Mandas – Sorgono.
Lunga 165,110 km questa linea venne ultimata nel 1889 con l’apertura al pubblico del tratto Mandas – Meana il 1° aprile e del tratto Meana – Sorgono il 3 novembre.
Da allora su quei binari cominciarono a viaggiare quotidianamente due treni trainati dalle locomotive Winthrthur.
I convogli partivano da Sorgono alle 9,10 e alle 13 ,30:il primo arrivava a Mandas 2,20 e a Cagliari alle 18,l’altro a Isili alle 17,51.
Quello che invece partiva da Cagliari alle 6,30 arrivava a Sorgono alle 3,21,mentre quello in partenza da Isili  alle  6,43 arrivava alle 11,04.
I treni, alquanto lenti viaggiavano con una velocità oraria di17,3 km;per andare da Meana a Cagliari si impiegavano oltre 6 ore e da Meana a Sorgono quasi 2.

La ferrovia attraversa il territorio di Meana per circa 20 km.
Superata la fermata di Fontanamela in territorio di Laconi il tracciato taglia in due la foresta di Ortuabis dove al km 48 sta la stazione omonima.
Questa stazione situata a 774 metri di altitudine è la più alta della linea e venne costruita principalmente per agevolare il trasporto del minerale estratto nella vicina miniera di Funtana Raminosa,situata nel territorio di Gadoni.
Superato Ortuabis la linea scende vertiginosamente per 12 km fra boschi,campi e vignetti fino ad arrivare alla stazione di Meana che dista 2 km dal centro abitato e sta ad una quota di 616 metri di altitudine.
Prosegue quindi per altri 5 km quando finito il territorio meanese entra in quello di Aritzo ,dove superati i ponti di Castiau arriva alla galleria detta S’arcu, che con i suoi mille metri è la più lunga della Sardegna.
Attraverso i boschi ai piedi del Gennargentu e superate le stazioni di Belvì e Montecorte la linea finalmente arriva a Sorgono.

Questo tratto di ferrovia affascinò moltissimi viaggiatori e scrittori.
I più importanti dei quali furono H. D. Lawrence e Max Leopold Wagner,ma anche  altri come Gaston Vullier,Marie Gamel Holten,Valentino Martelli, Maurice Le Lannou,Cesare Pascarella L.V.Bertarelli,Francesco Corona e Francesco Alziator.

Ecco come Gaston Vullier descriveva il suo viaggio in treno:

……rasentiamo gole selvagge dalle
rosse falesie, ove pendono, su degli abissi, fitte chiome di
fogliame, mentre foreste di faggi e castagni vellutano le
colline.
Il sole velato perfora a tratti le nubi, e per due
volte, dalla groppa del Gennargentu, di cui risaliamo lentamente i contrafforti, contempliamo di ondulazione in ondulazione tutta la regione, fino al Mediterraneo, che
una linea incerta e tremolante ci fa solamente presagire.

Dopo aver lasciato Laconi, ecco foreste nelle quali si
sprofonda, poi una vallata tortuosa dalle ripide pendenze,
di cui si seguono le capricciose svolte, ed il treno si ferma
un istante a Belvì, ov’io scendo.

Lawrence invece scrisse:

"è una strana ferrovia.Mi piacerebbe sapere chi l’ha costruita.
Sfreccia su per le colline e giù per le valli attorno a curve improvvise con la massima noncuranza".

Palitrottu

 

 

 

 

 

 

 

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